Tassinari e contadini

Per carità! Non ho niente contro i tassinari né sono mai stato un liberista. Quello che fa riflettere è come sia possibile che un paese intero si concentri - di volta in volta - sui problemi di questa o quella categoria o professione oscurando completamente le dimensioni sociali dei problemi stessi. Certo il problema di ogni persona è fondamentale e deve muovere le sensibilità, è l’ostinato annullamento dei problemi che hanno dimensioni gigantesche che mi risulta inaccettabile.

Dice la Banca d’Italia in un suo rapporto (2007): “Le licenze. - I dati indicano che nell’insieme dei capoluoghi di provincia sono state rilasciate 20.444 licenze di taxi, in media 4,5 ogni 10.000 abitanti (tav. 1).” A Roma, secondo dati del 2003 c’erano 5.800 licenze .

A queste licenze possiamo aggiungere quelle rilasciate in altri luoghi che non siano i capoluoghi di provincia. Tutte insieme queste licenze non saranno mai quante sono le licenze per produrre il latte, il formaggio o il vino in Italia. Erano 61.931 nel 2000, sono diventate 40.428 nel 2010, è sparito un terzo delle stalle con licenza di vaccheria. C’erano 81.060 aziende che allevavano ovini, sono diventate 43.484, quasi la metà in meno. C’erano 121.324 aziende con una vigna nel 2000, ne restavano 58.927 dieci anni dopo, la metà in meno. Mentre questo succedeva, non è apparso neanche un titolino in prima pagina per segnalare che stavamo perdendo la capacità di produrre l’eccellenze del made in italy. Sparivano aziende ma anche reddito e ricchezza per il paese. Non solo cibo per gli italiani ma materie prime per l’industria agroalimentare (l’indotto, appunto), che dopo il settore metalmeccanico, è il più importante comparto industriale nazionale.

Tutte queste aziende, sotto i colpi della liberalizzazione dei mercati agricoli internazionali (dal 1996 sotto l’impero del WTO), della PAC a sostegno dell’agricoltura industriale e dell’assenza di politiche pubbliche che si occupassero d’agricoltura, hanno subito il mercato del “diritto produrre” – quote latte, diritto di impianto per le vigne, etc – alcuni ci hanno guadagnato vendendo il loro diritto a produrre, altri (immobilieri, mafiosi, banche, assicurazioni e agricoltori) lo hanno comprato lucrando sulla differenza di prezzo che “il diritto a produrre” (cioè le licenze) ha nelle varie regioni italiane. Così alcuni si sono accaparrati la capacità di produrre concentrandola solo in alcune zone del paese e su un unico modello di produzione: l’agricoltura industriale.

Il risultato, in termini di donne e uomini che dispongono di un reddito per garantirsi una vita degna, si riassume in queste cifre: c’erano 3.677.999 di donne e uomini al lavoro nei campi nel 2000, ne restavano solo 2.514.942 nel 2010. Ogni mese negli ultimi dieci anni, 10.000 italiani hanno perso la loro occupazione nei campi, hanno perso la loro fonte di reddito. E, comunque sia, i dati del 2011 ci dicono che restano in agricoltura ancora 900.000 occupati “ufficiali”(ISTAT), decisamente di più dei tassinari, o degli avvocati o dei notai.

Ministro Catania, vada in televisione a spiegare queste cose agli italiani. Spieghi che l’agricoltura e chi ci lavora è un problema del Paese e che la sua crisi ha una rilevanza maggiore della crisi degli studi d’avvocato, dei farmaci in “lista C”. Spieghi anche perché il Governo attuale – quelli che lo hanno preceduto negli ultimi 10 anni non ne avevano le capacità – non considera lo stato dell’agricoltura, i sui addetti ed il suo potenziale produttivo come una priorità. In positivo, Signor Ministro perché, a differenza delle licenze dei tassinari, arrestare la moria d’aziende agricole e farne crescere il numero, produce ricchezza per il paese, produce materie prime per le industrie, aumenta l’occupazione, fa diminuire l’indebitamento dovuto all’import agroalimentare (la delocalizzazione non paga) e rende un servizio irrinunciabile a tutti noi, ci mette nel piatto un cibo di cui non dobbiamo avere paura. Sappiamo dove e come è stato prodotto.

 

Antonio Onorati

By: cic On Lunedì 23 Gennaio 2012 Comment Comments( 0 ) Hits Views(431)
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